All’AFS, vogliamo che i nostri pazienti capiscano a fondo le ragioni per le quali consigliamo determinati esami ed il perché raccomandiamo precisi percorsi terapeutici. Le terapie che stabiliamo per i pazienti sono altamente personalizzate in base alla loro storia medica e al loro caso specifico. Siamo pronti a rispondere alle vostre domande 24 ore al giorno e ad offrire il nostro sostegno durante l’intero percorso delle cure. Per quanto riguarda i metodi terapeutici crediamo in un approccio aggressivo usando le tecniche più all’avanguardia nel campo della procreazione medicalmente assistita, pur sempre garantendo al paziente che verranno svolti soltanto i test e le cure strettamente necessarie alla sua patologia.
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Fino a poco tempo fa, una donna che non era in grado di usare i propri ovociti per avere un bimbo, non aveva alcuna possibilità di rimanere incinta e di dare vita ad un figlio. Oggi, grazie all'ovodonazione, donne colpite da queste forme d'infertilità possono avere la possibilità e la gioia del parto ed iniziare una famiglia propria, usando ovociti donati da altre donne. Il programma di ovodonazione dell'American Fertility Services (AFS) aiuta donne infertili a costruire una famiglia usando ovociti di un donatore. Nella maggior parte dei casi, nel nostro programma le destinatrici d' ovociti sono donne che precedentemente non sono state in grado di ottenere una gravidanza con i propri gameti per via di fallimento ovarico, dell'assenza o una ridotta riserva ovarica, la mancanza d'ovaie, o per ripetuti insuccessi usando i propri ovociti. Altre donne hanno scelto l'ovodonazione all'AFS perchè volevano evitare la possibilità di trasmettere malattie congenite delle quali sapevano di essere portatrici sane. Per tutte queste donne, l'ovodonazione di una donatrice sana può realizzare il loro sogno di avere una famiglia. In un ciclo d'ovodonazione, alla donatrice vengono somministrati medicinali per stimolare la formazione d'ovociti sani; nel frattempo, la destinataria assume degli ormoni per sincronizzare il suo ciclo con quello della donatrice e per preparare l'endometrio all’impianto. Gli ovociti della donatrice vengono asportati dall'ovaio con un procedimento chiamato retrival. Successivamente, questi ovociti vengono fecondati con lo sperma del compagno della recipiente o con quello di un donatore, per poi trasferire gli embrioni prodotti nell'utero della paziente. Di solito, vengono trasferiti solo due embrioni di buona qualità alla volta, per evitare gravidanze multiple. I restanti embrioni possono essere crioconservati (surgelati) per transfer futuri, che diventano particolarmente utili nell'eventualità che il transfer iniziale non produca una gravidanza.
Informazioni per la Recipiente
Se un paziente stà considerando l’ovodonazione, probabilmente ha già fatto
diversi tentativi per concepire un figlio. Qualora, come molte altre donne, non
abbia avuto successo nel rimanere incinta usando i propri ovociti, l’
ovodonazione potrebbe avverare il desiderio di avere un bimbo.
Per qualificarsi come candidato del programma di ovodonazione dell’AFS,
bisogna soddisfare alcuni requisiti. La recipiente deve fare degli esami per
assicurarsi che sia in buona salute ed in grado di portare a termine una
gravidanza senza rischi particolari. Parte degli esami possono includere
consultazioni con uno psichiatra per sostegno emotivo. La rinuncia ad un
proprio figlio biologico, è spesso una decisione molto difficile, e l’AFS
capisce queste situazioni e fa tutto il possibile per aiutare i propri
pazienti.
La maggior parte delle donatrici dell’AFS sono anonime, tranne in alcuni casi
quando la recipiente preferisce ricevere gli ovociti di un’amica o di una
famigliare. Entrambe le scelte sulla donatrice comportano vantaggi e svantaggi,
e siamo più che disponibili ad esplorare e a chiarificare le diverse opzioni
con la paziente. All’AFS rispettiamo le sue preoccupazioni e desideri, e faremo
tutto il possibile per assicurare che ogni paziente riceva la donatrice piu’
adatta. Rispettando la privacy e l’anonimato delle nostre donatrici, offriamo
informazioni dettagliate sulla loro storia medica, psicologica, genetica, e
famigliare; inoltre al loro livello d’istruzione e background professionale,
per dare il maggior comfort possibile nella scelta della donatrice.
Gli esami del sangue sono il primo passo del percorso terapeutico dell’infertilità femminile e sono il modo più semplice per identificare le patologie di questa natura. Qui elencati sono alcuni degli esami del sangue che il medico potrebbe indicare.
- Ormone Follicolo-Stimolante, FSH (in ing. Follicle-Stimulating Hormone)
Il monitoraggio del FSH è essenziale prima dell’inizio di una terapia per
acquisire una valutazione attenta del caso clinico. Il livello del FSH rivela
indirettamente, la quantità di follicoli e di ovociti nell’ovaio e la loro condizione. Un livello alto di FSH denota un calo nella qualità e quantità degl’ovociti. Per riuscire a valutare il livello di fertilità, il medico misura i valori del FSH con un prelievo di sangue durante il secondo o terzo giorno del ciclo mestruale. L’esame del FSH produce uno di tre possibili esiti: normale (<10 microIU/L), caso limite (10-12 microIU/L), o anormale (>12 microIU/L). Un esito di caso limite mostra una una bassa riserva ovarica ed il bisogno di una terapia aggressiva. Un esito anormale del FSH denota un livello molto basso di riserva ovarica, e quindi anche una possibilità ridotta di riuscire a portare a termine una gravidanza con i propri ovociti.
-Estradiolo (E2)
L’ estradiolo è un tipo di estrogeno, e viene prodotto dai follicoli nell’ovaio. Un alto tasso di E2 nel terzo giorno del ciclo mestruale può indicare una compromissione della riserva ovarica nonostante un esito normale del FSH.
-Progesterone
Il progesterone è un ormone vitale che prepara e dà sostentamento all’utero
durante la gravidanza. È prodotto dal corpo luteo e successivamente, quando un
embrione si sviluppa, dalla placenta. Questo esame del sangue viene fatto per
determinare il funzionamento del corpo luteo. Il progesterone regola lo sviluppo dell’ endometrio nell’utero e lo predispone per accogliere l’impianto dell’embrione. Qualora la produzione del progesterone fosse inadeguata, l’endometrio potrebbe non essere in grado di sostenere l’impianto. Gli esami dell’endometrio, di solito vengono effettuati tra 7 e 9 giorni dopo l’ovulazione.
-Prolattina
La prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione di
latte materno. Tassi elevati di prolattina (>25 ng/ml) potrebbero interferire
con la fertilità.
-Ormone Tireostimolante, TSH (in ing. Thyroid-Stimulating Hormone)
Il livello di TSH, di solito viene controllato per valutare le possibilità di
complicazioni tiroidali, una patologia comune tra le donne. Bassi tassi di TSH
(<0.35 microIU/ml) sono trovati in pazienti ipertiroidali, o che assumono
medicinali che abbassano i tassi tiroidei, oppure in pazienti con malattie
ipotalamiche. Invece, un esito elevato di TSH (>5.0 microIU/ml) viene
riscontrato in casi di ipotiroidismo. Per via dello sbilancio ormonale causato
da entrambe patologie, queste potrebbero nuocere alla fecondità di una donna,
inducendo un’ ovulazione precoce o altre problematiche del ciclo mestruale.
Altri Esami del Sangue
L’ American College of Obstetricians and Gynecologists, raccomanda che tutte
le donne che considerano una gravidanza eseguano i seguenti esami.
Gruppo Sanguigno
HIV
Epatite
Rosolia
Fibrosi Cistica
Infezioni Sanguigne
Un’ecografia consiste nell’emissione di onde sonore nel corpo umano, il quale riflesso viene registrato e crea l’immagine interna dell’organo in questione. Nessun tipo di radiazione, come i raggi X, viene utilizzata in un’ecografia.
Nel caso di un’ecografia transvaginale, la sonda è inserita direttamente nella vagina. L’ecografia transvaginale è usata frequentemente per esaminare l’utero e l’ovaio, e per monitorare lo sviluppo e la salute dell’embrione durante la gravidanza. Le immagini dell’ecografia possono aiutare ad identificare masse palpabili, come cisti e fibromi ovarici, e anche tumori uterini e ovarici. Le pazienti sottoposte a cicli FIVET sono regolarmente controllate con ecografie transvaginali per monitorare la grandezza e la quantità dei follicoli. Un’ecografia transvaginale viene effettuata in modo molto simile ad un esame ginecologico. Il capo della sonda è più piccolo di uno speculum. Un rivestimento protettivo lubricato con un gel, viene posto sulla sonda, che poi viene inserito nella vagina. Solo dai 7 ai 9 cm di questa vengono inseriti nella paziente. Le immagini sono ottenute grazie a diversi orientamenti del transducer per così ottenere la miglior immagine possibile dell'utero e dell’ ovaio.
Un’isterosonosalpingografia, anche chiamata sonosalpingografia, è un test che esamina le superfici interne dell’utero. Viene effettuata con l’uso contemporaneo di un sonda e di una soluzione salina che viene iniettata nell’utero tramite un catetere. Questo metodo aiuta a delineare il contenuto interno dell’utero. Per esempio, masse come fibromi o polipi non possono essere notate facilmente senza l’ausilio di una soluzione salina. Questo tipo d’esame viene utilizzato per scoprire le cause di cicli mestruali particolarmente pesanti, e di ripetuti episodi d’aborto spontaneo.
È consigliato di sottoporsi a questo esame durante la seconda settimana del ciclo mestruale, tra il settimo ed il dodicesimo giorno. In questo caso, l’accortezza nello scegliere il tempo, è per ridurre le possibilità di gravidanza mentre il test viene effettuato, e anche perchè facilita la visione delle pieghe nella cavità uterina. L’isterosonosalpingografia normalmente non è dolorosa, ma nel caso di pazienti particolarmente sensibili o che soffrono di crampi, si può chiedere al medico di somministrare degli antidolorifici come il Tylenol o l’ Ibuprofen. L’esame consiste dei seguenti passi:
Una sonda sonora viene inserita nella vagina per ispezionare l’utero e l’ ovaio.
Uno speculum viene introdotto nella vagina ed il medico esamina il collo dell’ utero, il quale viene disinfettato con del sapone antibatterico. Un tubetto soffice, con 1-2 mm di diametro viene inserito nel collo dell’utero.
La sonda viene reinserita nella vagina.
Dell’acqua viene introdotta nell’utero tramite il tubetto, ed il fluido costringe l’utero ad allargarsi. Questo potrebbe causare dei crampi. Il medico esamina la cavità e le pareti uterine per 3-5 minuti.
A volte al termine dell’esame, viene prelevato un piccolo campione di tessuto dall’endometrio, per escludere l’eventualità della presenza di cellule anormali.
Il medico discuterà l’esito dell’isterosonosalpingografia al termine dell’ esame. In base ai risultati altri controlli potrebbero essere raccomandati, e qualora un problema sia rilevato il medico discuterà il tipo di terapia più consono con il paziente.
I possibili effetti collaterali dell’isterosonosalpingografia includono, crampi, piccole secrezioni di sangue dalla vagina, e perdite vaginali, in quanto parte della soluzione salina e del gel potrebbero defluire. Per le scariche si può usare un’assorbente esterno. Non usare un’assorbente interno.
Isterosalpingografia, HSG (in ing. Hysterosalpingogram)
Un’ isterosalpingografia consiste nell’iniezione di una soluzione nella cavità uterina che serve da contrasto radiografico per ottimizzare le immagini dei raggi X, che vengono fatti mentre questa soluzione viene espulsa dall’apparato riproduttivo. La cavità uterina viene riempita con questa soluzione, e se le tube di falloppio sono aperte, il liquido vi scorre attraverso e fuoriesce nella cavità adominale. Così facendo, si riesce a determinare se le tube di fallopio sono otturate, e qualora lo fossero, dove: alla giuntura tra tube e utero (prossimale), o al termine delle tube (distale). Se un qualche tipo di blocco viene riscontrato, il medico discuterà con il paziente le diverse opzioni terapeutiche. L’ HSG riesce anche a fornire un’immagine della cavità uterina ad alta risoluzione, e può rivelare più facilmente la presenza di polipi, fibromi, o tessuto cicatriziale. Un’isterosalpingografia dura solo 5 minuti durante i quali il paziente probabilmente avvertirà qualche crampo. Per prevenire questo disturbo si può chiedere al medico di somministrare degli antidolorifici come il Tylenol o l’ Ibuprofen mezzora prima dell’esame. L’HSG consiste dei seguenti passi: Il medico introduce uno speculum nella vagina ed esamina l’endometrio. A volte una pinza viene utilizzato per tenere fermo l’endometrio. Un tubetto di plastica flessibile viene gentilmente introdotto nell’utero, ed un palloncino situato sul suo capo viene gonfiato per tenerlo temporaneamente in posizione. Lo speculum viene rimosso, mentre il tubetto viene lasciato in posizione, con una delle estremità che fuoriesce approsimativamente di 10 cm dalla vagina. La soluzione per il contrasto radiografico viene iniettata nell’utero tramite il tubetto di plastica, e vengono fatte le radiografie. Il medico potrebbe chiedere al paziente di muovere il bacino o di dondolarsi da un lato a l’altro per ottenere una migliore visione dell’utero. Si potrebbero avvertire crampi all’utero quando la soluzione viene introdotta. A questo punto il procedimento d’esame è terminato. Il palloncino viene sgonfiato e il tubetto viene gentilmente estratto. Il medico adesso riceve le immagini delle radiografie e discute l’esito dell’ isterosalpingografia con il paziente.
Gli effetti collaterali di un’isterosalpingografia includono crampi, piccole secrezioni di sangue dalla vagina, e perdite vaginali, in quanto parte della soluzione e del gel potrebbero defluire. Per le scariche si può usare un’assorbente esterno. Non usare un’assorbente interno.
In più studi è stato scoperto che il mese successivo all’ isterosalpingografia le percentuali di gravidanza sono lievemente più alte. Questo potrebbe essere dovuto dal lavaggio delle tube di fallopio operato dalla soluzione usata per il contrasto radiografico, che può rimuovere blocchi minori o pulire da detriti nocivi alla gestazione.
Un’isteroscopia è un metodo diagnostico e chirurgico effettuato con uno
strumento chiamato isteroscopio, ovvero una sonda, che viene inserita nell’
utero per ottenere una migliore visuale della cavità uterina. Un’isteroscopia
permette al medico d’ identificare fibromi, polipi, e altri problemi che potrebbero causare eccessivi flussi mestruali e/o infertilità.
L’isteroscopia viene eseguita poco dopo il ciclo mestruale perché durante
questo periodo la cavit uterina è più facilmente esaminabile, e perché non c’è rischio di d’interruzione di una gravidanza. Durante questo esame, un’anestesista somministra al paziente una lieve dose sedativa locale. Gli isteroscopi sono così sottili che solitamente riescono ad essere introdotti senza, o con una minima dilatazione del collo uterino. Il medico, successivamente inietta una soluzione salina perespandere la cavità uterina e pulirla da eventuale muco e sangue, per ottimizzare la visione della struttura interna dell’utero. Qualora fossero riscontrate delle anomalie come fibromi, polipi, tessuto cicatriziale, adesioni, o difetti congeniti del setto uterino, queste possono essere rettificate durante l’esame.
L’intero procedimento dura attorno i 30 minuti. Non comporta un ricovero
ospedaliero ed il tempo di degenza è breve, di solito meno di 24 ore.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima di un’isteroscopia.**
La laparoscopia è il metodo diagnostico più invasivo di una valutazione d’
infertilità. Viene eseguita in ospedale sotto anestesia generale, dove del gas
(anidride carbonica o ossido nitroso) viene utilizzato per gonfiare il bacino
grazie ad una piccola incisione nella parte bassa della pelvi. Questo è fatto
per separare la parete adominale dagli organi interni e per avere una miglior
visuale durante l'intervento. Un laporoscopio (un piccolo strumento telescopico),
connesso ad una videocamera viene inserito, grazie a una piccola
incisione nell’ombelico, e quindi gli organi interni vengono esaminati. La
laparoscopia viene fatta per diagnosticare problematiche della pelvi, adesioni
e endometriosi. Qualora si riscontrassero esiti che richiedano un intervento
chirurgico, spesso questo viene eseguito durante la laparoscopia.
La durata dell’operazione è di più o meno un’ora. In base alla diagnosi e in
base all’entità dell’operazione chirurgica, una laparoscopia può essere
fatta senza il bisogno di ricovero. Questo dipende anch’esso dalle stesse
variabili, e solitamente dura meno di una settimana. Una volta che l’operazione
è terminata, le incisioni addominali sono suturate con pochi punti che si
dissolvono da soli, lasciando una cicatrice minima. Dopo l’intervento
chirurgico si potrebbero verificare dei dolori alle spalle, che sono un effetto
collaterale del gas usato per l’operazione.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima della laporoscopia.
L’induzione dell’ovulazione è usata per molte terapie dell’infertilità femminile. Aiuta la donna a produrre e a rilasciare ovociti sani e maturi (di solito più di uno alla volta) seguendo una routine prevedibile e programmabile, grazie all’aiuto di medicinali appositi. Una terapia iniziale può includere pastiglie da prendere per via orale per pochi giorni (clomitene citrato); tuttavia, non a tutte le donne è consigliato di assumere questo medicinale come trattamento d’induzione dell’ovulazione. Altre terapie d’induzione dell’ovulazione potrebbero richiedere l’uso di medicinali iniettabili, che sono simili a parecchi ormoni umani, ma somministrati in dosi più alte della produzione naturale corporea. L’effetto del medicinale è il medesimo di quello preso per via orale: aumenta le possibilità di gravidanza.
Inseminazione Intrauterina (IUI)
L’inseminazione intrauterina usa medicinali che inducono l’ovoluzione, e che quindi stimolano una produzione maggiore e migliore di ovociti. Al momento dell’ovulazione, un campione di sperma è raccolto e posto in un catetere, che poi viene inserito nell’utero della donna ed iniettato. Questo metodo riesce a posizionare lo sperma vicino all’ovocita, e quindi rende più semplice il processo di fecondazione.
Fecondazione In Vitro ed Embrio-Transfer (FIVET)
La fecondazione in vitro è un opzione per molte persone che non riescono a concepire naturalmente o che non hanno ottenuto risultati con altre terapie. La FIVET, in termini semplici, è un procedimento di stimolazione ovarica per produrre il maggior numero di ovociti possibili, che vengono prelevati dalle ovaie per unirli con lo sperma in laboratorio, per poi reintrodurre gli embrioni (ovociti fertilizzati) nell’utero della donna. L’American Society of Reproductive Medicine ha recentemente raccomandato la FIVET come terapia primaria per diversi tipi di pazienti con patologie del concepimento. La diagnosi del paziente e la sua storia medica sono i fattori più incisivi sulla scelta del tipo di terapia da intraprendere. Diversi medicinali vengono somministrati durante un ciclo di FIVET, ed il protocollo del paziente deve essere completamente personalizzato in base a una moltitudine di fattori.
Un ciclo di FIVET consiste dei seguenti cinque passi:
soppressione
stimolazione
pick-up
transfer
post-transfer
Durante la fase di soppressione, vengono somministrati al paziente dei
medicinali per interrompere l’attività ovarica. Questo consente all’ovaio un
periodo di riposo permettendogli di rispondere meglio alla stimolazione
ormonale. Oltretutto, questa sosta previene che il corpo recluti naturalmente
un singolo follicolo dominante durante il ciclo medicalmente assistito, e
quindi permettendo la maturazione di molteplici ovociti. I medicinali per la
soppressione ovarica includono: contraccettivi orali o Aygestin e Lupron o un
antagonista GnRH.
Successivamente, comincia la fase di stimolazione del ciclo FIVET, durante la
quale vengono somministrati degli ormoni iniettabili (FSH e/o hMG) per
stimolare la maturazione degli ovociti. Durante questa fase, il paziente è
regolarmente monitorato con esami del sangue ed ecografie, e quando i follicoli
e quindi gli ovociti sono quasi maturi, viene stabilito un giorno ed un orario
specifico per somministrarsi una singola dose di hCG, che completa la
maturazione degli ovociti e gli prepara per il pick-up.
Il Pick-up, o prelievo degli ovociti, viene fissato 35 ore dopo la
somministrazione del hCG. Entro questo tempo, gli ovociti si sono separati e
fluttuano nei follicoli. Un ago viene infilato nelle pareti vaginali superiori, e con l’aiuto di un’ecografia vaginale, il fluido nei follicoli viene gentilmente aspirato.
L’intera procedura dura tra i 10 e i 30 minuti, per la quale un’ anestesista
somministra una leggera sedazione intravenosa. Successivamente al pick-up si potrebbero sentire dei dolori, anche se la maggior parte dei pazienti tollerano l’intervento facilmente.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima del pick-up.
Successivamente, uno dei nostri embriologi esamina al microscopio gli ovociti, per poi inseminarli con lo sperma e porli in un’incubatrice. Spesso, il tipo d’ inseminazione utilizzata e’ l’ICSI, iniezione intra-citoplasmatica degli spermatozoi (in ing. Intra-Citoplasmatic Sperm Injection), specialmente in casi d’infertilità maschile. In un’ICSI, un singolo spermatozoo viene iniettato con un ago direttamente nell’ovocita per aumentare le percentuali di successo. Gli ovociti vengono controllati con attenzione per accertarsi che siano fecondati. Qualora si sviluppassero degli embrioni, il nostro team di embriologi monitora la divisione delle cellule. Un embrione sano dovrebbe dividersi in 2 cellule, poi in 4, ed ancora in 8 cellule. Di solito quest’evoluzione in un embrione a 8 cellule, avviene tre giorni dopo il pick-up, se l’embrione è sano. La fase successiva è il transfer. Tra i tre ed i cinque giorni dopo il pick- up, gli embrioni vengono riposti nella cavità uterina con un catetere apposito, con una procedura chiamata embryo transfer. Gli embrioni sani inutilizzati possono essere surgelati per futuri tentativi con la tecnica della crioconservazione. Questi embrioni possono essere conservati per anni ed essere ancora utilizzati.
L’ultima fase della FIVET è il post-transfer, durante il quale la donna deve aspettare 11 giorni per rinvenire se il ciclo è risultato in una gravidanza. Una volta completato il transfer, non consumare alcolici, ridurre drasticamente il consumo di caffeina, non fumare tabacco o fare uso di sostanze stupefacienti. Bisognerebbe anche evitare le seguenti attività: sforzi muscolari, esercizi fisici eccessivi, attività aerobiche, pulizie domestiche, idromassaggi, saune, e rapporti sessuali. Solitamente durante questa fase viene somministrato del progesterone per aiutare l’attività endometriale, e a volte anche dell’aspirina e/o del Prednisone. Se un primo test riscontrasse una gravidanza, il paziente viene sottoposto ad un secondo esame del sangue entro due giorni; qualora si verificasse nuovamente un esito positivo viene fissata un’ecografia per la settimana successiva per monitorare la gravidanza.
L’ovocita di una donna è avvolto da una membrana protettiva gelatinosa chiamata zona pellucida. Quando un embrione fecondato ha 5-6 giorni di vita, deve uscire dalla zona pellucida per così impiantarsi nella parete uterina e continuare a crescere. Con il passare degli anni di una donna, la zona pellucida potrebbe diventare piu’ robusta e resistente, facendo diventare più difficoltoso l’impianto dell’embrione, e quindi riducendo le possibilità di gravidanza. Grazie ad una micromanipolazione, oggi è possibile assottigliare un’area della zona pellucida usando una soluzione acida. In quanto questo metodo aiuta l’embrione ad impiantarsi, viene chiamato assisted hatching (impianto assistito). L’ assisted hatching viene consigliato a donne di età superiore ai 37 anni che dispongono di ovociti sani. Questo metodo viene utilizzato anche su embrioni criopreservati una volta scongelati, in quanto il congelamento irrobustisce la zona pellucida. A volte viene compiuto se un embriologo ritiene, dopo aver osservato l’embrione al microscopio, che ci potrebbero essere problemi con zona pellucida. L’assisted hatching, quando consigliato, viene fatto lo stesso giorno del transfer.
Di solito, il transfer viene effettuato tre giorni dopo l’ aspirazione follicolare (retrival). Il transfer dura pochi minuti, e consiste nell’utilizzo di uno speculum nella vagina per poi introdurre un catetere apposito per trasferire gli embrioni nella cavità uterina. Non è necessaria un’anestesia, e gli eventuali dolori sono lievi. Al termine della procedura viene chiesto al paziente di sdraiarsi con le ginocchia alzate per 15 minuti per dare tempo agli embrioni di assestarsi nell’utero. La maggior parte dei transfer vengono fatti dopo tre giorni dal retrival, quando gli embrioni si sono già sviluppati in organismi di otto cellule. In alcuni casi il medico potrebbe raccomandare il tranfer il quinto giorno dopo il retrival quando gli embrioni sono nella fase della blastocisti. Il numero di embrioni da trasferire è determinato da diversi fattori, come l’età della madre, e dalla quantità e qualità degli embrioni prodotti.
In una FIVET, normalmente il tranfer avviene il terzo giorno dopo il retrival quando gli embrioni sono composti da otto cellule. Il termine blastocisti si riferisce alla fase di sviluppo embrionale che precede l’impianto, quando gli embrioni sono composti da un centinaio di cellule che formano una membrana protettiva gelatinosa che protegge il gruppo di cellule al suo interno. Le cellule esterne, si svilupperanno in placenta, che a sua volta protegge il feto, che si evolve dal gruppo di cellule interne. La fase della blastocisti viene raggiunta approssimativamente dopo 5 gioni di coltura. Estendendo il periodo di coltura, si possono selezionare gli embrioni migliori ed aumentare le percentuali di gravidanza. Con questo metodo, solo uno o due embrioni vengono trasferiti per ridurre i rischi di gravidanza multipla, in quanto questi embrioni sono di qualità superiore. Uno svantaggio della coltura della blastocisti è che per alcune donne il proprio utero è un’incubatrice migliore del laboratorio, ed alcune volte il ritardo del tranfer diventa fatale per l’ embrione. Questa tecnica viene consigliata a donne con un’alta produzione d’embrioni.
Infertilità Maschile
L’analisi dello sperma è l’esame basilare per la valutazione dell’ infertilità maschile. Questo test stima il numero e l’attività dello sperma, ed esamina la sua forma e condizione. Il campione viene testato anche per la presenza di globuli bianchi e rossi, che possono indicare infiammazioni e/o infezioni. Solitamente lo sperma viene incubato per un breve periodo prima di essere analizzato; il volume e il pH vengono misurati per poi esaminare la consistenza. In un primo momento le eiacualazioni sono molto viscide, ma dopo 15-20 minuti a temperatura corporea si liquefanno. Un pH normale è basico ed il volume tipico è tra i 2 ed i 5 ml. Un volume basso è implicitamente dannoso per la procreazione, ma il significato di volumi più alti del normale non è chiaro.
Successivamente il campione viene analizzato al microscopio prestando particolare attenzione a tre aspetti: il numero (conta), la motilità (attività), e la morfologia (forma). Il numero normale di sperma nella zona metropolitana di New York è di 60 milioni di spermatozoi per millilitro, ma questo numero può cambiare notevolmente da una regione ad un’altra, ed una media più bassa è considerata normale in altre aree geografiche. La motilità riguarda due caratteristiche dello sperma: la percentuale che si muove, e la qualità di questi. Una percentuale di moto superiore al 50% è considerata normale. La morfologia è stata rivelata come un fattore molto importante per indicare il potenziale di fertilità dello sperma. La fonte di riferimento più comune per l’analisi dello sperma è il manuale del World Health Organization (WHO), che indica una percentuale del 30% o maggiore, come normalità. Per una valutazione completa, lo sperma deve essere analizzato più volte a distanza di settimane l’un dall’altra. Và sottolineato, che un fattore influente sulla quantità e qualità degli spermatozoi è lo stile di vita. Il consumo di tabacco, alcolici, e di droghe leggere, riducono qualità e quantità dello sperma. Un altro fattore potrebbe essere l’uso di medicinali, che in molti casi incide su questi aspetti. Tra questi medicinali molti sono prescritti per problemi di alta pressione o di sciatica, e anche sulfasalazina (usato per problematiche intestinali), nitrofurantoina, tetracicline, cimetidina, ketoconazolo, antidepressivi triciclici, inibitori al monoamino ossidasi, e propranolo. Per migliori risultati bisognerebbe astenersi da rapporti sessuali per tre giorni prima di produrre il campione. Se gli esiti risultassero poco chiari, il medico potrebbe ordinare altri test urologici e ormonali.
La biopsia testicolare viene svolta prelevando un campione di tessuto dei testicoli, mentre il paziente è sotto anestesia. Questo campione viene poi esaminato al microscopio per valutare la quantità e la qualità dello sperma prodotto. Per uomini con un conto di sperma pari a zero (affetti da azoospermia), la biopsia testicolare viene fatta per determinare se la causa è la produzione di sperma o la presenza di ostruzioni. Per pazienti con gravi problemi di produzione di sperma, questo esame riesce ad individuare nei testicoli la presenza di piccole zone di produzione di spermatozoi, che eventualmente possono essere utilizzati per la procedura terapeutica. È sufficiente trovare anche solo qualche spermatozoo sano nel tessuto testicolare per effettuare un’iniezione intra-citoplasmatica degli spermatozoi (ICSI, in ing. Intra-Citoplasmatic Sperm Injection), una tecnica che utilizza un solo spermatozoo per iniettarlo nell’ovocita. Per eseguire una biopsia testicolare, un ago viene inserito nel testicolo per prelevare un campione di tessuto grande quanto la punta di una matita. L’intera prassi dura attorno ai 30 minuti. La zona del testicolo dove viene fatto il prelievo potrebbe essere dolorante fino a tre giorni dopo la biopsia testicolare. Lo scroto potrebbe gonfiare, per ritornare alla normalità entro un paio di giorni.
ICSI, Iniezione Intra-Citoplasmatica degli Spermatozoi (in ing. Intra- Cytoplasmic Sperm Injection)
L’ICSI viene effettuata principalmente per:
-Gravi casi d’infertilità maschile (come numeri di spermatozooi molto bassi,
bassa mobilità, o anormalità morfologiche), che non permettono significanti
percentuali di successo con un ciclo convenzionale di FIVET.
-Coloro che non hanno avuto successo in precedenza con cicli FIVET.
L’ICSI permette a molti uomini sterili di diventare il padre biologico del
proprio figlio. Un’ICSI consiste nell’iniettare con un ago, un singolo
spermatozoo attraverso la zona pellucida e la parete dell’ovocita direttamente
al centro della cellula riproduttiva femminile. Questa tecnica è particolarmente delicata e richiede grande abilità per raccogliere e iniettare lo spermatozoo senza danneggiarlo. Ogni passo viene eseguito con l’uso di un microscopio e con un sofisticato sistema di micromanipolazione.
Per effettuare un’ICSI, la coppia deve seguire lo stesso protocollo della
fertilizzazione in-vitro. I passi da seguire per questa procedura sono gli
stessi della FIVET, con l’aggiunta dell’ ICSI. Le percentuali di successo di
gravidanza con l’uso dell’ICSI sono le stesse di un normale ciclo di FIVET.
TESA (in ing. Testicular Sperm Aspiration)
Qualora un campione di sperma non possa essere raccolto, lo si può ottenere
direttamente dai testicoli con una tecnica di aspirazione dello sperma,
chiamata TESA.
Nella TESA, lo sperma viene prelevato mentre il paziente è sotto anestesia;
un ago viene introdotto nei testicoli e lo sperma viene aspirato. L’intera
prassi dura circa 30 minuti.
Questa tecnica ,di solito, viene abbinata con l’ICSI (Iniezione Intra-
Citoplasmatica degli Spermatozoi).
Chirurgia Laparoscopica Avanzata
I fibromi uterini, chiamati anche miomi, sono tumori benigni dell’endometrio o delle pareti uterine. Più del 40% delle donne sviluppano fibromi, e la maggior parte di questi non presentano sintomi o richiedono interventi terapeutici. Tuttavia, in alcune circostanze un fibroma ha bisogno d’attenzione medica:
-Se crescono fino al punto d’esercitare una pressione eccessiva su altri organi, come la vescica
-Se causano emorragie.
-Se interferiscono con l’apparato riproduttivo.
I fibromi possono essere asportati con un intervento chirurgico chiamato miomectomia laparoscopica. Per le pazienti che si qualificano, questo tipo d’operazione gli permette d’evitare larghe incisioni nell’addome, che sarebbero di norma nella prassi della miomectomia tradizionale.
Una miomectomia laparoscopica viene eseguita mentre la paziente è sotto
anestesia generale. Un gas viene utilizzato per gonfiare l’addome tramite una
piccola incisione, per separare la parete addominale dagli organi interni
concedendo una migliore visuale durante l’intervento chirurgico. Il
laparoscopio, che è un piccolo telescopio collegato ad una telecamera, viene
inserito tramite una seconda incisione ugualmente minuta attraverso l’ombelico,
per esaminare gli organi interni. In base alla dimensione del fibroma asportato
e della grandezza dell’incisione nell’utero, alcune donne avranno bisogno d’un
intervento cesario per parti futuri.
La miomectomia laparoscopica richiede un ricovero ospedaliero di un giorno e una degenza di 2-3 settimane. Al termine dell’intervento, le incisioni dell’addome vengono chiuse con pochi punti che si dissolveranno da soli. Solitamente la cicatrizzazione è minima o assente. Dolori alle spalle sono un possibile effetto collaterale del gas usato per gonfiare l’addome.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima dell’intervento chirurgico.
L’endometriosi è una patologia nella quale i tessuti che normalmente foderano l’interno dell’utero (endometrio) e che si rigenera durante ogni ciclo mestruale, debordano fuori dall’utero, per esempio nelle tube di fallopio, nell’ ovaio, nell’intestino, o nella vescica. In quanto il tessuto uterino indifferentemente da dove è situato nel corpo, reagisce agli ormoni prodotti durante il ciclo mestruale sanguinando, l’endometriosi può essere molto dolorosa, specialmente in quelle zone dove non c’è la possibilità di fuoriuscita per il sangue. Questa patologia può causare infiammazioni, cicatrici, ed ostruzioni nella cavità pelvica, e si stima che il 50% delle donne affette dall’endometriosi hanno difficoltà a rimanere incinte. In alcuni casi, le cicatrici prodotte dall’endometriosi ostruiscono le tube di fallopio a tal punto che quest’organo non riesce più a trasportare gli ovociti. In altri casi l’ovaio si può cicatrizzare fino al punto di rendere impossibile l’ ovulazione.
La laparoscopia è l’intervento chirurgico più consono per la diagnosi e la cura dell’endometriosi. Consiste nell’introduzione tramite una piccola incisione, di un telescopio collegato ad una videocamera attraverso l’ombelico, per osservare gli organi interni. Questo permette un esame senza il bisogno di ampie incisioni.
Una laparoscopia viene eseguita mentre il paziente è sotto anestesia generale e dura meno di un’ora. L’addome viene gonfiato con un gas (anidride carbonica o ossido nitroso) per separare la parete addominale dagli organi interni e migliorare la visuale di questi ultimi. Il laparoscopio viene introdotto tramite una piccola incisione e gli organi interni vengono esaminati. Altre incisioni potrebbero essere effettuate per inserire strumenti chirurgici per muovere le viscere ed aumentare ulteriormente il campo visivo. La laparoscopia viene usata per diagnosticare e curare l’endometriosi contemporaneamente. Quando trovate, le zone affette dall’endometriosi vengono rimosse con un laser o con corrente elettrica, o asportate chirurgicamente. La laparoscopia richiede un ricovero ospedaliero di un giorno e una degenza di 2-3 settimane. Al termine dell’intervento, le incisioni dell’addome vengono chiuse con pochi punti che si dissolveranno da soli. Solitamente la cicatrizzazione è minima o non presente. Dolori alle spalle sono un possibile effetto collaterale del gas usato per gonfiare l’addome.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima dell’intervento chirurgico.
Per donne che soffrono di cisti ovariche, le opzioni chirurgiche sono la rimozione della cisti, o quando in stadi più avanzati l’asporto di una o entrambe ovaia. Più del 90% delle cisti ovariche benigne, possono essere rimosse con una cistectomia laparoscopica, un intervento semplice e poco invasivo.
La chirurgie laparoscopica per la cisti ovarica viene svolta mentre il paziente è sotto anestesia generale, e dura meno di un’ora. L’addome viene gonfiato con un gas (anidride carbonica o ossido nitroso) per separare la parete addominale dagli organi interni e migliorare la visuale di quest’ultimi. Il laparoscopio viene introdotto tramite una piccola incisione e gli organi interni vengono esaminati. La laparoscopia viene usata per diagnosticare e curare l’endometriosi contemporaneamente.
Questo intervento richiede un ricovero ospedaliero di un giorno e una degenza di 2-3 settimane. Al termine dell’intervento, le incisioni dell’addome vengono chiuse con pochi punti che si dissolveranno da soli. Solitamente la cicatrizzazione è minima o non presente. Dolori alle spalle sono un possibile effetto collaterale del gas usato per gonfiare l’addome.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima dell’intervento chirurgico.
All’American Fertility Services adoperiamo una tecnica d’isterectomia piuttosto nuova, chiamata isterectomia laparoscopica, che consente di dimezzare il periodo di ricovero ospedaliero rispetto ad una consueta isterectomia.
Un’isterectomia laparoscopica viene eseguita mentre il paziente è sotto anestesia generale e dura approssimativamente 2 ore. L’intervento viene svolto introducendo un telescopio collegato ad una videocamera, chiamato laparoscopio, in una piccola incisione all’altezza dell’ombelico per esaminare gli organi riproduttivi. L’addome viene gonfiato con un gas (anidride carbonica o ossido nitroso) per separare la parete addominale dagli organi interni e migliorare la visuale di questi ultimi. Uno strumento chirurgico capace di tagliare e cucire viene utilizzato per distaccare l’utero e chiudere i vasi sanguigni ai quali è connesso. Successivamente, l’utero viene asportato attraverso la vagina e le incisioni vengono richiuse con dei punti chirurgici.
Questo intervento richiede un ricovero ospedaliero di 1-3 giorni e una degenza di 2-3 settimane. Al termine dell’intervento, le incisioni dell’addome vengono chiuse con pochi punti che si dissolveranno da soli. Solitamente la cicatrizzazione è minima o non presente. Dolori alle spalle sono un possibile effetto collaterale del gas usato per gonfiare l’addome.
** Non mangiare ne’ bere per almeno 8 ore prima dell’intervento chirurgico.
I nostri medici eseguono anche isterectomie tradizionali con l’uso di un’ incisione addominale (laparotomia), per pazienti non consoni all’isterectomia laparoscopica.
Altri Servizi
PGD, Biopsia Embrionale (in ing. Pre-implantation Genetic Diagnosis)
Il PGD consente un’analisi genetica degli embrioni prima del transfer e della
gravidanza. Quest’esame riesce a rilevare alcuni problemi congeniti durante lo
stadio embrionale, quindi eliminando la possibilità che i genitori trasmettano
malattie di tipo genetico al feto. Le varie patologie congenite che il PGD
riesce a rilevare includono la fibrosi cistica, la sindrome di Down, la
distrofia Duchenne, la talassemia, l’emofilia A, la malattia di Tay-Sachs, e la sindrome di Turner. Oltretutto identifica anche la presenza di cromosomi straordinari (extra) che permettono la diagnosi di malattie come la trisomia 21. I cromosomi che solitamente vengono esaminati dal PGD sono il 21, 13, 16, 18, x, e l’y. Quindi il PGD riesce anche a rilevare il sesso dell’embrione. Per sapere se il PGD è un test consigliabile nel suo caso, si può consultare con il suo medico
o con uno specialista.
I pazienti che decidono di fare il PGD devono eseguire una FIVET e spesso,
anche un’ICSI. Gli embrioni vengono formati in laboratorio con lo stesso
procedimento usato per la FIVET. Successivamente, grazie all’uso di strumenti
particolari fatti di vetro e ad un microscopio, una singola cellula (blastula)
viene prelevata per conseguire l’analisi genetica. Gli embrioni la cui biopsia
dia esiti negativi diventano poi disponibili per essere utilizzati per il
transfer, o per essere congelati per tentativi futuri. Molti studi ed esperimenti hanno dimostrato che il PGD è una tecnica sicura ed efficace nel prevenire nascite di bambini con malattie congenite.
Uno dei servizi che l’AFS offre è la selezione del sesso, rigorosamente
seguendo il protocollo raccomandato dall’American Society of Reproductive
Medicine (ASRM) Ethics Committee. Per coppie preoccupate dalla possibilità di
trasmettere malattie congenite che colpiscono solo un sesso (come alcuni tipi
di distrofie muscolari), viene consigliata la selezione del sesso usando il
PGD, pre-implantation genetic diagnosis. Il PGD è usato per determinare il
sesso di ogni embrione ottenuto da una FIVET, prima di introdurli nell’utero.
Assicurandosi che solo embrioni del sesso prescelto vengano posti nell’utero,
qualora si verificasse una gravidanza si è sicuri di ottenere i risultati
desiderati.
Per pazienti che considerano la selezione del sesso per altri motivi, l’uso
del PGD è suggerito solamente se un ciclo di FIVET venisse consigliato per
altri motivi terapeutici, o per prevenire malattie congenite. Un altro metodo
per la selezione del sesso meno costoso, ma anche meno attendibile, è il
MicroSort® sperm separation (separazione dello sperma). Questa opzione viene
consigliata ai pazienti interessati alla selezione del sesso, per esempio, per
soddisfare un forte desiderio di avere un figlio maschio o femmina. Il metodo
MicroSort® può essere usato assieme all’ IUI (inseminazione intrauterina) o
alla FIVET, in quanto comporta la separazione di sperma con cromosomi X da
quello con cromosomi Y, invece di analizzare embrioni fecondati.
La MicroSort® technology riporta le seguenti statistiche di successo: al
momento della divisione dello sperma, della selezione X (femminile) l’88% porta
il cromosoma X ed il 91% dei casi risulta nella nascita di una femmina; della
selezione Y (maschile) il 73% dello dello sperma porta il cromosoma Y ed il 76%
risulta nella nascita di un maschio.
Per donne che desiderano preservare i propri ovociti per ragioni mediche, personali, o d’invecchiamento, l’American Fertility Sercices offre un programma di crioconservazione, ovvero di surgelamento dell’ovocita. Per la crioconservazione e la stimolazione ed il pick-up degli ovociti si usa lo stesso procedimento di un ciclo di FIVET, senza però fecondare gli embrioni.
AFS è orgogliosa di estendere la gioia di diventare genitori a coppie di
qualsiasi orientamento sessuale. Grazie ai progressi nel campo della fertilità,
sempre più coppie dello stesso sesso ed altri partner non tradizionali
riescono ad avere figli con più facilità. L’AFS offre un’ampia gamma di
servizi per donne lesbiche e uomini gay che vogliono formare una famiglia
propria.
Le donne omosessuali tendono ad avere un grado d’infertilità lievemente piu’
alto rispetto all’intera popolazione femminile. Questo è dovuto dal fatto che
queste donne cercano di avere figli in età più avanzata, e l’età di una donna
è il fattore più influente sulla fertilità. L’AFS offre un ambiente solidale
e terapie accessibili per donne lesbiche che vogliono concepire, tra le quali l’
IUI (inseminazione intrauterina), induzione dell’ovulazione, FIVET, o l’
ovodonazione. Per donne che sono interessate ad un donatore di sperma anonimo,
AFS adopera delle banche dello sperma come la California Cryobank, che
forniscono informazioni specifiche dei donatori, come storia medica,
psicologica, e genetica, il livello d’istruzione, carriera professionale, ed
una dettagliata storia famigliare, per rassicurare ed aiutare la paziente a
scegliere il donatore più adatto.
Le tecnologie della procreazione medicalmente assistita, hanno permesso a
uomini gay che desiderano diventare genitori di farlo grazie ad un’ampia gamma
di terapie come, la FIVET, l’ICSI (in ing. Intra-Citoplasmatic Sperm Injection,
iniezione intra-citoplasmatica degli spermatozoi), e l’ovodonazione. L’AFS s’
impegna a dare sostegno a tutti i pazienti che intraprendono queste terapie.
Collaboriamo inoltre con programmi di gravidanza surrogata a livello
nazionale.
L’agopuntura può aiutare il flusso sanguigno verso l’utero, e quindi incrementare il livello di fertilità. Anche se mancano ricerche approfondite che confermino questa teoria, all’American Fertility Services crediamo che l’ agopuntura, quando usata assieme ad altre cure, possa avere effetti positivi sul successo terapeutico. L’AFS è felice di accontentare quei pazienti che desiderino unire alle loro terapie l’agopuntura. Offriamo un protocollo che consiste in due sessioni di 45-60 minuti l’una, delle quali una prima e l’altra dopo il tranfer. L’agopuntura può anche essere usata durante altre fasi terapeutiche, per ridurre stress e favorire un senso generale di armonia fisica e di benessere.
Prevenzione Aborto Ricorrente (IVIg)
L’American Fertility Services collabora con il Dott. William Matzner, Direttore del Reproductive Immunology Associates di Los Angeles per valutare pazienti con problematiche d’aborto spontaneo dovute a ragioni immunitarie. In base alla diagnosi, la terapia consigliata potrebbe essere l’uso di un vaccino, come l’IVIg, per stimolare il sistema immunitario. Per maggiori informazioni si può contattare il nostro staff medico.
Adesso, donne che sono interessate ad una sterilizzazione permanente, hanno l’ opzione all’AFS di una nuova tecnica non invasiva, ovvero l’Essure. I nostri medici ed infermieri sono certificati per effettuare questo intervento che viene eseguito in loco, nella nostra clinica di Manhattan. L’Essure è un intervento isteroscopico per la sterilizzazione femminile. Contrariamente alla legatura tubarica, l’Essure non comporta alcun tipo d’ incisione e viene eseguita otturando le tube di fallopio con un apposito blocco, passando attraverso la vagina. Questa tecnica viene svolta senza l’ utilizzo di un’anestesia generale.